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Giuseppe Stella

Giuseppe Stella, "Bepi Cia" nasce a Soligo di Farra di Soligo il 10 Gennaio 1922, da Giovanni e da Padoin Angelina.
La famiglia è composta dal padre Giovanni, dalla madre Angelina e da Giuseppe.
La madre muore quando Giuseppe ha solo quattro mesi, la nonna materna si prende cura del bambino, che comunque vive un'infanzia molto difficile.
Giuseppe frequenta le scuole elementari a Soligo fino alla quarta, per poi frequentare la quinta non appena istituita la classe.

Il papà Giovanni muore nel 1934 quando Bepi ha 12 anni e a questa età viene avviato al lavoro, come manovale, nella costruenda strada che da Soligo porta in località Collagù, dove l'avvocato Giulio Bonari de Castello, ideatore e promotore di questa opera, ha diverse proprietà. Dopo questa prima esperienza lavorativa, Bepi da sempre amante della meccanica, viene assunto, come apprendista, presso l'officina di Bepi Villanova in Pieve di Soli go e all'età di 18 anni, forte cieli' esperienza acquisita, entra a far parte, come esperto meccanico, della Società Cooperativa "Latteria di Soligo".

La guerra però è alle porte e Bepi nel 1941, ali' età di 19 anni, parte mili tare, autiere in fanteria, presso la compagnia comando, nella campagna di Yugoslavia.
Con 1'8 Settembre 1943, Bepi ritorna nella sua casa di Soligo, e riprende a lavorare, sempre come meccanico, presso la "Latteria di Soligo", ininterrottamente fino al 1978 , anno del suo pensionamento.
Il 23 Novembre 1947 Bepi si sposa con Amelia Bardin di San Pietro di Feletto, dalla quale ha tre figli:Mariano, Antonietta e Angelina.
Il 5 Dicembre 1975 la moglie Amelia, m collaborazione con Bepi, rilevano la Locanda San Gallo, in cima all'omonima collina sopra Soligo, vecchio dominio, durante il Medioevo, dei nobili Da Camino.
La locanda si presenta come una vecchia casa colonica.

Dal suo cortile ombreggiato da un centenario ipocastano, lo sguardo spazia su tutta la pianura sottostante, fino a intravedere, nelle giornate terse dopo un temporale, Venezia e la sua laguna.
Al suo interno nella stanza da pranzo, troneggia la "ritonda" dove Bepi inizia a cucinare pietanze tipiche della zona, con una netta predilezione per lo spiedo, che viene ripetuto e proposto per diverse volte alla settimana.
La locanda diviene così il ritrovo di molti buon gustai, di goliardici amanti delle tradizioni e della cultura locale, con i quali Bepi, di animo schietto e generoso, si amalgama in un rapporto di sincera amicizia, a tal punto, che tutt'ora la casa di Bepi è un costante punto di ritrovo per molti di essi.

Ettore Floriani detto il Parrocchiano, Giovanni Antoniazzi detto Fioche, Bepi Collodet detto Bepi Spacio, Luigi Selvestrel detto Gigio Thuc, Bepi Titton sono alcuni dei tanti frequentatori della cantina di Bepi Cia.
Bepi Cia, da buon saggio, è sempre staro prodigo di miti consigli; con gli ospiti ha sempre voluto essere un vecchio, premuroso amico, con tutti generoso e ospitale, in meravigliose serate attorno al fogher o sotto il maestoso ipocastano.
Bepi, oggi, vive a Soligo in via Chiesiola.